lunedì 20 agosto 2012
Rieccoci a casa, accolti dall'afa che avevamo lasciato e dagli impegni incombenti della ripresa lavorativa.
Per fortuna le vacanze ritemprano, caricano di buone intenzioni e propositi... Vediamo quanto dura.
Ritorniamo da quindici giorni trascorsi fuori dal nostro Paese con la sensazione di essere tremendamente in ritardo: sembra che l'Italia sia un Paese avvitato su sé stesso, tutto concentrato a "guardarsi l'ombelico", senza alcuna prospettiva e idea.
Per carità: due settimane in Spagna non sono sufficienti per avere un'idea concreta e complessiva della realtà dei luoghi che si visitano (da turisti). Abbiamo però attraversato un Paese con infrastrutture invidiabili (strade, parchi pubblici, piscine, centri commerciali...). Tutt'altro che depresso (a dispetto della crisi che lì, sembrerebbe, è più grave che da noi): la gente è in strada, condivide il tempo e gli spazi, ha interesse a conoscere chi viene da fuori...
Iniziamo col trasformare i monumenti e gli edifici storici di cui abbonda l'Italia in paradores, favoriamo la creazione di campeggi e di infrastrutture turistiche low cost nello splendido territorio che ci circonda... usciamo per strada e apriamoci agli altri: sono sicuro che la fine della crisi-depressione sarà più vicina.
Alla prossima!
Stefano
sabato 18 agosto 2012
Sulla via del ritorno.
Abbiamo lasciato Pamplona e la torrida Navarra questa mattina verso le 11. Percorrendo a ritroso il Cammino di Santiago, abbiamo raggiunto prima Roncisvalle, poi Saint Jean Pied de Port, paesino pirenaico (in terra francese) punto di partenza del pellegrinaggio per molti dei pellegrini che si incontrano sulle strade che portano a Santiago.
Pausa pranzo in campagna col camper infilato in mezzo a un campo e le antenne dritte per vedere se arrivava il contadino infuriato...
Poi abbiamo macinato 6 ore di autostrada e siamo ora a Montpellier. L'idea originariamente era di pernottare a Carcassone ma abbiamo poi preferito guadagnare qualche chilometro in più: la strada fino a casa è ancora lunga.
¡Hasta luego España! torneremo sicuramente! Stefano e Giacomo
Pamplona è meno bella di altre città che abbiamo visitato durante questo viaggio. Ha però un suo fascino: è stracolma di gente che vive la città affollando le vie e i locali del centro storico. Il punto di ritrovo sono le strade stesse lungo le quali è normale vedere seduti per terra gruppi di giovani (ce ne sono moltissimi, forse anche per via dell'università) che chiacchierano con una birra in mano.
Ovunque, alle finestre e sui muri, scritte e simboli dei gruppi autonomisti baschi: si respira un clima "antagonista" e comunque di impegno politico diffuso.
Per arrivare in città dal campeggio abbiamo percorso 12 km di pista ciclabile che corre attraverso un bellissimo parco fluviale attrezzato con aree pic nic, intervallato da parchi giochi e piscine. Qualcosa di già visto in Inghilterra o in Alto Adige...
Ecco, in questo il centro di Pamplona, meno elegante (e commerciale) di quello di Burgos, un po' contrasta con la periferia verde e ordinata e con i dintorni che abbiamo visto.
E' stata la terza biciclettata degna di nota del nostro viaggio: la prima era stata quella da Mandelieu La Napoule a Cannes, memorabile per il traffico dell'ora di punta all'andata, attraverso il quale avevamo dovuto zigzagare facendo attenzione a non venire investiti dalle auto che ci sorpassavano nei tratti privi di pista ciclabile.
La seconda quella a Santiago: dal campeggio sul Monte del Gozo alla Cattedrale di San Giacomo, terribile soprattutto al ritorno quando abbiamo dovuto scalare la salita che ci riportava alla base.
E quella di oggi, bellissima all'andata, più inquietante al ritorno con lunghi tratti del percorso - lungo il fiume, spesso in mezzo alla boscaglia - totalmente deserti e privi di illuminazione. Da brividi.
Camper e bici è un binomio indovinato: con la bicicletta ti godi ancora di più la vita en plen air, ti addentri nel cuore dei posti che visiti e un po' ti senti cittadino delle città che ti ospitano.
Stefano
P.S. Sarà un caso ma proprio da Pamplona oggi partiva la Vuelta! Siamo arrivati in città quando era da poco terminata la cerimonia di presentazione ma abbiamo fatto in tempo a incrociare Oscar Pereiro affianco al quale Giacomo si è fatto immortalare (e ha pure scambiato due parole con lui sulla sua giovane carriera di ciclista).
venerdì 17 agosto 2012
Breve aggiornamento. Abbiamo pernottato a Santillana del Mar (nel parcheggio dello zoo, svegliati di tanto in tanto da qualche verso indecifrabile...).
Questa mattina abbiamo visitato le celebri grotte di Altamira (quelle con i graffiti paleolitici) e il relativo museo: per la verità le grotte - abbiamo appreso - sono chiuse da anni perché l'accesso dei visitatori le stava danneggiando, così quello che ti fanno visitare, in pompa magna, con turni e stretta sorveglianza, è una riproduzione dei dipinti preistorici. Delusione.
Non abbiamo invece visitato lo zoo, tra le proteste di Eleonora, per via del prezzo che ci è parso esagerato: 18 euro gli adulti, 10 i bambini...
Ora siamo a Pamplona, anzi poco oltre sulla strada che va verso Roncisvalle - sul Cammino di Santiago, ça va sans dire - a ritemprarci delle fatiche degli ultimi giorni in un bel campeggio (Ezcaba) dal quale vi scriveremo senz'altro prestissimo.
Buona notte! Stefano
mercoledì 15 agosto 2012
Oltre Finisterre, perlomeno via terra, non si va (si potrebbe, invece, e verrebbe da navigare attraverso l'oceano che qui si apre a perdita d'occhio...).
Abbiamo perciò voltato il camper e iniziato il viaggio di ritorno (che con un v.r. – lo ricordavo in uno dei primi post – non è solo lo spostamento dal luogo di vacanza a casa ma, programmando le tappe e le soste, è ancora vacanza, fino all'ultimo chilometro!).
Questa notte sostiamo a Tapìa de Casariego, una località asturiana sul Mar Cantabrico con una bellissima baia, meta di villeggiatura di molte famiglie spagnole e, sembrerebbe, di surfisti.
Parcheggio gratuito, riservato ai camper con vista sul mare.
Alcune considerazioni dopo due settimane di turismo itinerante.
Primo. Spostandoci da una località all'altra abbiamo ovviamente incrociato molti altri camper, alcuni nuovissimi e superaccessoriati, altri meno (a volte addirittura mezzi d'epoca). Ebbene osservando gli equipaggi, abbiamo notato che, solitamente, i v.r. moderni e più lussuosi, spesso anche i più ingombranti (come i motorhome), sono “abitati” da persone di mezza età, quasi sempre coppie (probabilmente) di sposi... mentre i mezzi più piccoli e datati sono utilizzati da giovani e famiglie con bambini. Con quello che costano i camper non c'è da stupirsi: l'equazione resta però curiosa.
Seconda considerazione. Dovendo scegliere tra l'Italia e la Spagna per un viaggio in camper, ci sono mille motivi per preferire la Spagna. Le strade sono fantastiche: scorrevoli, ottimamente tenute, le autostrade quasi tutte gratuite. Il gasolio costa molto meno che in Italia (quasi 50 cent./litro in meno!). Il campeggio libero è assolutamente tollerato – abbiamo sostato gratuitamente in posti incantevoli, in altissima stagione – e non esistono tutti gli ostacoli alla sosta dei v.r. ormai comuni nel nostro Paese. La gente è in genere simpatica, cordiale e sempre molto ospitale... Se devo annotare anche qualche nota negativa, segnalerei soltanto che sono ancora poche le aree di carico/scarico per i camper. E che rispetto al 2001, ho trovato molto più costoso mangiare fuori (il menu del dia che costava l'equivalente di 5.000/10.000 lire, viene ora dai 10 ai 15 euro).
Considerato che qualcosa di simile – almeno per il costo dei carburanti e, in parte, per la possibilità di campeggio libero – potrebbe dirsi per la Francia, ho l'impressione che, ancora una volta, in Italia stiamo sprecando risorse e opportunità...
Stefano
martedì 14 agosto 2012
Siamo arrivati a Finisterre (Fisterre secondo la toponomastica locale) ieri sera sotto una tempesta di pioggia e vento. La costa, l'estremo lembo occidentale dell'Europa, era avvolta nella nebbia.
Abbiamo posteggiato il camper al porto, affianco ad altri quattro o cinque v.r. (al solito, quasi tutti spagnoli e francesi: un solo italiano oltre a noi) in attesa che il tempo migliorasse.
Preso atto che la pioggia non accennava a smettere, abbiamo deciso di cenare e rinviare la visita al paese. La cambusa però era vuota, così per rifornirci di viveri ci siamo portati in paese, impostando nel navigatore le coordinate dell'area di sosta di Capo Finisterre.
E' stata la peggiore idea che potessimo avere: le strade del paese sono strette e tortuose, i balconi bassi e spioventi costituivano una costante minaccia per la mansarda del nostro camper (o viceversa, secondo i punti vista...).
Capo Finisterre è un promontorio selvaggio che ieri sembrava proteso sul nulla: si poteva solo immaginare tra la pioggia scrosciante, al di là delle rocce, l'oceano.
Ciò nonostante alcuni avventurosi camperisti avevano comunque posteggiato il loro veicolo sul bordo della costa: noi abbiamo preferito tornare al più rassicurante (e pianeggiante) porticciolo.
Abbiamo perciò trascorso la notte in compagnia dei pescatori che, a dispetto del tempo, uscivano con le piccole barche per la pesca notturna e i grossisti che sino al mattino hanno affollato il porticciolo coi loro furgoni frigorifero.
Colazione con vista sulla splendida baia, oggi soleggiata, di Fisterre. Ora andiamo a vedere la fine del mondo. Stefano
lunedì 13 agosto 2012
Eccoci a Santiago!
Meta del cammino di milioni di pellegrini nella storia e ancora oggi.
La meta, in realtà, è la cattedrale e, in effetti, Plaza de Obradoiro, davanti alla quale si staglia imponente la facciata, è un luogo di festa e contemplazione: ci sono pellegrini che si abbracciano commossi muovendo gli ultimi, finali passi del loro cammino (di questo cammino) e altri, seduti o sdraiati, che contemplano la cattedrale, come rapiti e attratti da questo luogo misterioso.
Il mistero sta, secondo me, proprio nella forza attrattiva del sepolcro di San Giacomo. Quando ho percorso il Cammino nel 2001 nel mio diario ho annotato come “chiamata” questa forza e in questi giorni ripercorrendo in automobile le distanze enormi che separano la grotta di Bernardette dalla cattedrale di San Giacomo ho ripensato a quell'esperienza e so di essere stato condotto lì, esattamente come gli altri pellegrini, indipendentemente dalla consapevolezza che se ne abbia...
In un tratto del Cammino, un po' prima di Santo Domingo de la Calzada, una poesia, scritta sul muro di un edificio, dice appunto questo:
“Polvo, barro, sol y lluvia
es Camino de Santiago.
Millares de peregrinos
y más de un millar de años.
Peregrino, ¿Quién te llama?
¿Qué fuerza oculta te atrae?
Ni el Campo de las Estrellas
ni las grandes catedrales.
No es la bravura navarra
ni el vino de los riojanos
ni los mariscos gallegos
ni los campos castellanos.
Peregrino, ¿Quién te llama?
¿Qué fuerza oculta te atrae?
Ni las gentes del Camino
ni las costumbres rurales.
No es la historia y la cultura
ni el gallo de la Calzada
ni el palacio de Gaudi
ni el Castillo de Ponferrada.
Todo lo veo al pasar
y es un gozo verlo todo
mas la voz que a mi me llama
lo siento mucho más hondo.
La fuerza que a mi me empuja
la fuerza que a mi me atrae
no sé explicarla ni yo
¡Sólo el de Arriba lo sabe!.”
E.G.B.
Stefano
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